Questo aborto mostra in modo impressionante la mancanza di rispetto per la vita

Germania -- la mamma era al settimo mese di gravidanza
e il piccolo dava segni di vita

 

Abortisce,
e il primario uccide il neonato

 

MARCO DEGL’INNOCENTI da Francoforte

Un primario ginecologo di una città della Sassonia, ex Germania Orientale, è stato sospeso dall’incarico ed incriminato per aborto illegale e sospetto omicidio. Il medico è accusato di aver volontariamente soffocato, appena dopo l’intervento che l’aveva prematuramente liberato del grembo materno, un feto di sette mesi, ritenuto dal ginecologo ormai privo di funzioni vitali e che, invece, stando ai membri dell’équipe che lo assisteva, presentava ancora segni di vita.

Sospetti anche sulla diagnosi del medico causa dell’intervento:
non è certo che il nascituro soffrisse di nanismo

Una donna di 24 anni, impiegata in un’agenzia d’assicurazione, giunta al settimo mese di gravidanza, si era sentita raggelare dalla diagnosi dei medici: il piccolo che aveva in grembo dimostrava i segni di una condrodistrofia, del nanismo. La donna ed il marito, un influente imprenditore di Dresda, avevano deciso di ricorrere all’interruzione della maternità, nonostante l’avanzatissima gravidanza. I medici di alcuni ospedali interpellati, sia a Dresda, sia nella stessa Berlino, si erano rifiutati di praticare l’aborto: soltanto alla presenza di certo ed immediato pericolo di vita per la madre è, infatti, consentito interrompere la gravidanza di un feto al settimo mese. Alla fine, il dottor Steffen O., 61 anni, primario del reparto ginecologia ed ostetricia dell’ospedale di Zittau, ha accettato di intervenire. Il raccapricciante racconto di quanto si presume sia accaduto nella sala parto dell’ospedale è contenuto nei verbali della procura della Repubblica di Gorlitz, e riferiti dal quotidiano Bild.

Con la gestante sul lettino, il dr. O. avrebbe detto ai colleghi della sua équipe: «Il piccolo non ha più le funzioni vitali, per questo la gravidanza verrà interrotta». Ed è intervenuto sulla donna con un parto cesareo. Il feto, apparentemente senza vita, è stato portato da un anestesista in una stanza adiacente la sala parto. Dopo un quarto d’ora, però, l’esserino è sembrato all’improvviso dare, sia pur impercettibili, segni di vita e una dottoressa ha avviato subito la rianimazione. A questo punto, accortosi di quanto stava succedendo, il primario avrebbe strappato a forza il minuscolo feto alla collega, e lo avrebbe soffocato premendo le inani sul naso e sulla bocca: dopo alcuni minuti il corpicino non manifestava più alcun segno di vita. Fin qui il racconto, pur nel linguaggio burocratico della denuncia della magistratura, della sconvolgente tragedia.

La scena, terribile, è stata riferita alle autorità di polizia e ai giudici dagli stessi colleghi del primario, che lo hanno denunciato. Il medico non ha fornito ancora la sua versione. Anche i risultati delle indagini mediche eseguite sul feto sono ancora incompleti. Non sono ancora chiarite, innanzi tutto, le cause precise della morte del feto, pur se le testimonianze dei colleghi non concederebbero scampo al primario accusato. Nel fascicolo dei magistrati, peraltro, esiste una prima perizia medico-legale secondo la quale il piccolo, dopo essere venuto alla luce con il parto cesareo, era in vita ed era in condizioni di sopravvivere. Ma è pesante il sospetto che la diagnosi iniziale, quella che avrebbe convinto i genitori alla disperata, tragica decisione di interrompere la gravidanza della madre, non fosse esatta.

Infatti, come ha confermato lo stesso magistrato inquirente, il feto evidenziava soltanto una lunghezza delle braccia e della gambe non del tutto completa, la cui causa non è stata ancora accertata. Nessuna conferma, cioè, dell’esistenza di una sindrome di nanismo.

 


 

Fonte Il Giornale, 4 luglio 1999, pagina 12
Osservazioni Ultimo aggiornamento 06.04.09
Link interni sul tema

Documento: L'aborto a nascita parziale (viene praticato negli USA)

Articolo: Un bimbo sopravvive all'aborto (aprile 1999)

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http://Operazione-Salvezza.freeweb.org (italiano)

http://pathlights.com/abortion/ (inglese)

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